Digitalizzazione del settore delle costruzioni

Il DLgs 50/2016 – Nuovo Codice dei contratti pubblici, che recepisce in tema di digitalizzazione del settore delle costruzioni quanto già previsto dalla direttiva europea 2014/24/EU, ha introdotto all’art. 23 la previsione dell’uso di “metodi e strumenti elettronici specifici”, comunemente denominati BIM, acronimo del termine inglese Building Information Modeling:

Art. 23 – (Livelli della progettazione per gli appalti, per le concessioni di lavori nonché per i servizi)

  1. La progettazione in materia di lavori pubblici si articola, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo ed è intesa ad assicurare:
    h)     la razionalizzazione delle attività di progettazione e delle connesse verifiche attraverso il progressivo uso di metodi e strumenti elettronici specifici quali quelli di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture;
    13. Le stazioni appaltanti possono richiedere per le nuove opere nonché per interventi di recupero, riqualificazione o varianti, prioritariamente per i lavori complessi, l’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici di cui al comma 1, lettera h). Tali strumenti utilizzano piattaforme interoperabili a mezzo di formati aperti non proprietari, al fine di non limitare la concorrenza tra i fornitori di tecnologie e il coinvolgimento di specifiche progettualità tra i progettisti. L’uso dei metodi e strumenti elettronici può essere richiesto soltanto dalle stazioni appaltanti dotate di personale adeguatamente formato. Con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro il 31 luglio 2016, anche avvalendosi di una Commissione appositamente istituita presso il medesimo Ministero, senza oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica sono definiti le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà dei suddetti metodi presso le stazioni appaltanti, le amministrazioni concedenti e gli operatori economici, valutata in relazione alla tipologia delle opere da affidare e della strategia di digitalizzazione delle amministrazioni pubbliche e del settore delle costruzioni. L’utilizzo di tali metodologie costituisce parametro di valutazione dei requisiti premianti di cui all’articolo 38.

La valutazione delle associazioni di categoria e dei principali operatori del settore delle costruzioni è che il processo di adozione del BIM è ormai irreversibile, mentre restano ancora aperte:
Le tempistiche della sua introduzione sistematica nei contratti pubblici
La forma che assumerà la Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni in Italia, per adattarsi ad una realtà imprenditoriale dimensionalmente molto diversa da quella presente nei paesi che hanno già iniziato ad adottare strumentazione processualità orientate alle gestione digitale dei processi informativi delle costruzioni
Le azioni di divulgazione e formazione che le associazioni di categoria (tutte rappresentate in Isteco) e alcune grandi committenze vorranno intraprendere in favore delle imprese associate.

Isteco si propone di affrontare operativamente la tematica della Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni svolgendo un ruolo adeguato al suo essere l’unico tavolo tecnico di confronto e collaborazione fra tutte le grandi associazioni di categoria interessate, alcuni grandi committenti e i ministeri di riferimento.
Questo significa che Isteco non intende candidarsi  come partner tecnologico BIM per le imprese, ma desidera rappresentare per le associazioni, per le stazioni appaltanti e per i soci in generale un tavolo dedicato alla costruzione, su base tecnica e multistakeholder, di una politica realistica di approccio alla Digitalizzazione del Settore delle Costruzioni, che parta dalla profonda conoscenza delle caratteristiche della realtà italiana della progettazione e delle costruzioni.

Su queste premesse Isteco:
Ha in fase di costituzione un Comitato Tecnico Scientifico – CTS per la redazione di un documento (linee guida) per la identificazione di una via italiana al BIM che risulti coerente con la direttiva europea, con il nuovo Codice dei contratti pubblici, con il tessuto produttivo italiano e con la necessità di aiutare le aziende medio piccole ad affrontare la nuova tematica. I componenti di tale comitato saranno indicati dai Soci in modo che all’interno dello stesso siano presenti sia competenze tecniche sul BIM che una consolidata conoscenza della sottostante realtà imprenditoriale.
Intende organizzare un’attività di divulgazione attraverso una serie di seminari informativi e di sensibilizzazione sulle tematiche del BIM, da mettere a disposizione dei Soci e delle imprese a questi aderenti.  Tali corsi, almeno in una prima fase, saranno finalizzati ad accrescere la consapevolezza sul tema della digitalizzazione del settore delle costruzioni, per passare a percorsi formativi con contenuti progressivamente più elevati e mirati ad integrare piattaforme e strumenti informatici, competenze professionali e processi organizzativi..
Esclude il coinvolgimento diretto dell’associazione nella implementazione di processi BIM presso le imprese.