Ecocompatibilità degli interventi edilizi

Una delle tematiche di maggiore rilevanza del Settore delle Costruzioni è oggi rappresentata dalla eco-compatibilità degli interventi edilizi, siano essi nuove costruzioni o ristrutturazioni dell’esistente.
I requisiti fondamentali delle costruzioni, ribaditi a livello europeo nel Regolamento UE 305/2011, vengono oggi sicuramente rispettati nella nuova edificazione, grazie ad una normazione europea e nazionale sempre più completa e dettagliata.
Nel parco edilizio esistente il miglioramento del livello prestazionale relativo a detti requisiti viene invece affrontato sporadicamente, quasi sempre per singoli alloggi e con riferimento ad un solo requisito, con un rapporto prestazione/costi inadeguato e con tempi di miglioramento complessivi del costruito non soddisfacenti.
Si tenga presente che, dei sette requisiti di base delle opere di costruzione presi in considerazione dal già citato Regolamento europeo, la maggior parte afferisce direttamente alla tematica della eco-compatibilità: “resistenza meccanica e stabilità”, “sicurezza in caso di incendio”, “igiene, salute e ambiente”, “sicurezza e accessibilità nell’uso”, “protezione contro il rumore”, “risparmio energetico e ritenzione del calore”, “uso sostenibile delle risorse naturali”, tutte tematiche oggi all’attenzione delle politiche mondiali e nazionali.
Recentemente, con il DM 24 dicembre 2015, il Ministero dell’Ambiente ha dato attuazione alla Legge 296/2006 (art. 1 commi 1126 e 1127) ed ha emesso i criteri ambientali minimi da utilizzare nelle procedure pubbliche di acquisto di beni e servizi, incluse la progettazione e la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici  e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.
Sempre dal punto di vista delle regole tecniche applicabili, UNI e Itaca hanno predisposto due Prassi di Riferimento (PdR 13.0.2015 e PdR 13.1.2015) relative alla sostenibilità ambientale nelle costruzioni; entrambi i documenti sono stati revisionati il 22 giugno 2016 per tener conto di due decreti emessi nel 2015 (DM MISE 26 giugno 2015 – Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici e Decreto Interministeriale 26 giugno 2015 – Adeguamento delle Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici).
Con riferimento ad una tematica così complessa e in rapida evoluzione, e con particolare riferimento alla eco-compatibilità degli interventi di recupero del costruito, Isteco si propone alle Associazioni imprenditoriali socie come un tavolo ideale per sviluppare  regole tecniche condivise.
È noto che l’importo annuo totale dei lavori di manutenzione e di ristrutturazione è ingente (pari ad oltre la metà dell’importo globale dei lavori), ed una maggiore efficienza nella loro esecuzione porterebbe, direttamente o indirettamente, ad un incremento di tale importo e ad un notevole risparmio di risorse private e pubbliche.
La stessa politica di riqualificazione delle città vede nell’adeguamento dei requisiti degli edifici uno degli elementi portanti.
Il ritorno, per i singoli e per la collettività, va visto in termini di sicurezza, benessere ambientale, consumi energetici, costi ridotti di esercizio e manutenzione.
La valutazione economica degli interventi di adeguamento deve tenere presente il fatto che per tutti i requisiti (anche se in misura diversa) vale la regola che si possono ottenere i primi benefici tangibili con costi relativamente bassi, mentre questi costi possono crescere proporzionalmente molto di più quando si persegue l’adeguamento completo ai requisiti previsti per la nuova edificazione.
La mancata risposta sistematica del mercato delle imprese a quella che sembrerebbe dover essere la domanda di adeguamento proveniente da una società sempre più consapevole, è dovuta ad una serie di motivi:
–    La mancanza di una politica e di una normativa che affrontino, prevedendo incentivi, in maniera globale, integrata e contestuale, il miglioramento di più prestazioni per gli edifici esistenti;
–    La difficoltà di reperire strutture professionali capaci di progettare interventi integrati, partendo da una diagnosi (talvolta, specie dal punto di vista strutturale, non facile) della situazione esistente e arrivando a prestazioni valutate in termini di costi/benefici;
–    Le difficoltà legate all’organizzazione delle iniziative di recupero di fronte ad una  proprietà degli immobili che è, per lo più, diffusa;
–    La mancanza di una risposta operativa imprenditoriale che sia in grado di eseguire il lavoro in maniera coordinata e garantita, e quindi con costi e tempi il più possibile ridotti.
Per contribuire a superare gli ostacoli sopra elencati e per rispondere ad una evidente domanda di mercato, Isteco può rappresentare la sede nella quale i Soci (Associazioni di categoria del settore delle costruzioni, OICE, Ministeri interessati), con la collaborazione di esperti settoriali, potrebbero sviluppare Studi/progetto, consistenti in proposte tecniche e metodologie di intervento sul patrimonio edilizio esistente, basate sul principio della ottimizzazione del rapporto costi/benefici.